Giustizia riparativa

Indice dei contenuti delle ricerca

 

Approfondimenti 

  • All
  • agende legali
  • area diritto (banche dati)
  • area fiscale (banche dati)
  • area lavoro (banche dati)
  • banche dati
  • corner
  • ebook
  • esame avvocato
  • formazione
  • kit
  • libri
  • riviste
  • software
    •   Back
    • cancelleria
    • buste e cartoline per notifica
    • borse, zaini e articoli per il business
    • toghe, cordoniere e pettorine
    •   Back
    • diritto amministrativo
    • diritto penale
    • diritto del lavoro
    • diritto civile
    • diritto industriale e diritto d'autore
    • diritto comunitario e internazionale
    • diritto societario e commerciale
    • diritto fallimentare e crisi d'impresa
    • concorsi ed esami
    • saggistica e varia
    • energia e ambiente
    • edilizia e urbanistica
    • fisco e tributi
    • contabilità e bilancio
    • storia del diritto
    • diritto romano ed ecclesiastico
    • dizionari
    • privacy
    • diritto costituzionale
    • consulenza del lavoro
    • circolazione stradale e infortunistica
    • diritto delle nuove tecnologie, informatica e digitale
    • informatica e digitale
    • teoria e filosofia del diritto
    • diritto pubblico
    • urbanistica ed edilizia
    • cosulenza del lavoro
    • concorso magistratura
    •   Back
    • corsi
    • eventi e convegni
La giustizia riparativa

L'Opera nasce dalla consapevolezza che la riparazione delle offese rappresenta una “funzione” costante nella storia dei sistemi penali, articolata, in alcuni fondamentali significati: riparare la legge, mettere la riparo la…

Il prezzo originale era: 55,00 €.Il prezzo attuale è: 52,25 €.

APPROFONDIMENTI della nostra redazione

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che introduce disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della giustizia Carlo Nordio, ha approvato ieri, in esame preliminare, un decreto legislativo che introduce disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150, di attuazione della legge 27 settembre 2021, n. 134, recante delega al Governo per l’efficienza del processo penale nonché in materia di giustizia riparativa e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari.

La Relazione illustrativa (bozza)

Il decreto si compone di undici articoli. I primi dieci introducono alcune modifiche “al fine di rendere gli istituti interessati maggiormente coerenti con i principi e i criteri di delega, anche attraverso un’opera di semplificazione di specifici meccanismi procedimentali e processuali, nonché di risolvere problemi di coordinamento emersi in fase di prima applicazione della riforma”. L’ultimo articolo concerne le disposizioni finanziarie

Nella elaborazione dei correttivi, spiega la Relazione, si è tenuto conto dei contributi provenienti dal mondo accademico, dall’avvocatura e dalla magistratura, che hanno segnalato profili problematici emersi in sede di applicazione della normativa.

Un intervento rilevante mira a realizzare una complessiva semplificazione del meccanismo di risoluzione della stasi e dei connessi strumenti dell’avocazione delle indagini da parte del procuratore generale presso la corte di appello. L’intervento è consistito nella eliminazione dei commi da 5-bis a 5-quinquies dell’articolo 415-bis e nella concentrazione della disciplina della risoluzione della stasi nell’articolo 415-ter, riformulato.

Un altro intervento mira a chiarire nel codice di rito che il giudice quando valuta che, in concreto, non sussistono i presupposti per la sostituzione della pena detentiva, non debba attivare il c.d. meccanismo di sentencing, pronunciando, dunque, un dispositivo di condanna “provvisorio” e dando un avviso alle parti, ma possa pronunciare direttamente il dispositivo di condanna a pena detentiva non sostituita.

Si opera, inoltre, una complessiva semplificazione prevedendo che, se il giudice già dispone degli elementi necessari per la sostituzione, ivi compreso il consenso dell’imputato, possa direttamente sostituire la pena detentiva, senza necessariamente attivare il meccanismo di sentencing. Il meccanismo verrà invece attivato solo quando il giudice, pur ritenendo sussistenti i presupposti per la sostituzione, non abbia elementi sufficienti per procedervi, o perché debba acquisire il consenso dell’imputato o ritenga il consenso espresso non attuale (per esempio, in considerazione del tempo trascorso dalla manifestazione del consenso stesso) ovvero perché ritenga necessario effettuare gli ulteriori accertamenti e approfondimenti.

LA GIUSTIZIA RIPARATIVA “IN PILLOLE”

L’istituto della giustizia riparativa, introdotto dal Titolo IV del Dlgs 150/2022 (articoli da 42 a 67), si concretizza nell’elaborazione di specifici programmi, guidati da mediatori esperti ed indipendenti (iscritti nell’apposito elenco ministeriale di cui al Dm 9 giugno 2023: in «Guida al diritto», 2023, n. 28, pagina 23 e seguenti) che mettono in contatto principalmente la vittima del reato e la persona indicata come autore dell’offesa, ma anche qualsiasi altro interessato (familiare della vittima o del presunto autore del reato, rappresentanti di enti e associazioni, servizi sociali, autorità di Ps), al fine di giungere ad un esito riparativo, simbolico o materiale, che ricostituisca il rapporto tra le persone coinvolte e l’intera comunità. Si tratta di un servizio volto a favorire, ai sensi dell’articolo 42, comma 1, lettera e), Dlgs 150/2022 la «riparazione dell’offesa, […] l’avvenuto riconoscimento reciproco e la possibilità di ricostruire la relazione tra i partecipanti» (categoria, quest’ultima, non limitata ai soli autore del reato e vittima).

In breve, la restorative justice è improntata sull’idea che, attraverso la “pena agìta” (in luogo della “classica” pena subìta), chi viene punito possa riconciliarsi con la vittima del reato e con lo Stato, mediante condotte attive di tipo riparatorio o anche risarcitorio.

Cardini del sistema riparatorio sono la volontarietà della partecipazione, la libertà del consenso (che può essere ritirato in qualsiasi momento), la gratuità dei programmi, la riservatezza delle dichiarazioni rilasciate e delle attività svolte nel corso dei programmi. Speciali garanzie sono riconosciute ai partecipanti minorenni, in conformità con i principi internazionali.

I programmi di giustizia riparativa sono esperibili non solo in qualunque stato e grado del procedimento penale, ma anche nella fase esecutiva della pena, o della misura di sicurezza o dopo l’esecuzione delle stesse, nonché a seguito di sentenza di non luogo a procedere o di non doversi procedere.

I programmi sono offerti dai Centri per la giustizia riparativa – istituiti presso ciascun distretto di Corte d’appello – e sono coordinati dalla Conferenza locale per la giustizia riparativa; a livello nazionale, è il Ministero della giustizia a svolgere funzioni di programmazione e di monitoraggio, coadiuvato dalla Conferenza nazionale.

Sui programmi di giustizia riparativa, l’Autorità giudiziaria procedente esercita un’attività di valutazione, fermo restando che il mancato svolgimento del programma, la sua interruzione o il non raggiungimento di un esito riparativo non producono effetti sfavorevoli sulla persona indicata come autore dell’offesa. A tal fine il mediatore redige una relazione finale da inviare all’Autorità giudiziaria, cui deve essere riferito (non il contenuto delle dichiarazioni) ma l’esito (riparativo, in caso positivo) del percorso.

 

Finalità del trattamento

Il successivo articolo 4 del Dm in disamina elenca, in modo tassativo ed esaustivo, le finalità sottese al trattamento delle tipologie di dati precedentemente indicate, siccome connesse anzitutto all’organizzazioneconduzione e gestione degli esiti del programma da parte del mediatore esperto, ma anche alle conseguenti comunicazioni all’Ag procedente (alla quale deve essere riferito – si badi – non il contenuto delle dichiarazioni ma l’esito del percorso).

QUALI SONO LE NORME SULLA GIUSTIZIA RIPARATIVA IN VIGORE DAL 30 GIUGNO 2023

Il comma 2-bis dell’articolo 92 del Dlgs n. 150/2022 – introdotto in sede di conversione dall’articolo 5-novies del Dl n. 162/2022, come modificato dalla legge n. 199/2022 – ha differito di sei mesi (decorrenti dal 30 dicembre 2022: articolo 99-bis Dlgs n. 150/2022) l’entrata in vigore delle norme della riforma Cartabia in materia di giustizia riparativa.

Il termine semestrale individuato dal Parlamento coincideva con la conclusione dell’attività di monitoraggio e ricognizione dei servizi esistenti alla data di entrata in vigore della riforma Cartabia assimilabili a quelli di giustizia riparativa.

Dal 30 giugno scorso è definitivamente spirato il regime transitorio e sono dunque entrate definitivamente in vigore le norme contenute nel Dlgs n. 150/2022 disciplinanti l’inserimento della giustizia riparativa nelle varie fasi del procedimento penale e dell’esecuzione della pena (anche riguardante i minori), oltre che in alcuni aspetti del diritto penale sostanziale. Si tratta, in particolare, delle seguenti disposizioni contenute nel Dlgs n. 150/2022:

  • l’articolo 1, comma 1, lettera b), che interviene sull’articolo 62 Cp, riguardante le circostanze attenuanti comuni del reato, introducendo all’ultima parte del n. 6 la circostanza correlata all’aver l’imputato partecipato a un programma di giustizia riparativa conclusosi con esito riparativo. La nuova circostanza si applica soltanto a seguito della valutazione del giudice circa il rispetto di detti impegni;
  • l’articolo 1, comma 1, lettera h), n. 2), che interviene sull’articolo 152 Cp al fine di introdurre, quale ipotesi di remissione tacita della querela, la circostanza che il querelante abbia partecipato a un programma di giustizia riparativa concluso con un esito riparativo, purché gli impegni eventualmente assunti in tale sede siano stati rispettati dall’imputato;
  • l’articolo 1, comma 1, lettera l), che modifica l’articolo 163 Cp in materia di sospensione condizionale della pena, inserendo (all’ultimo comma) un ulteriore caso di sospensione condizionale della pena derivante dallo svolgimento di condotte riparatorie nell’eventualità in cui il colpevole abbia partecipato a un programma di giustizia riparativa conclusosi con esito riparativo;
  • l’articolo 5, comma 1, lettera e), n. 5), che, intervenendo sull’articolo 90-bis Cpp, amplia il catalogo di informazioni dovute alla persona offesa: in particolare, si prevede che la persona offesa sia informata sulla facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa (lettera p-bis) e che la partecipazione del querelante a un programma di giustizia riparativa che si conclude con esito riparativo comporta la remissione tacita di querela (lettera p-ter);
  • l’articolo 5, comma 1, lettera f), che introduce l’articolo 90-bis.1 Cpp, in cui si prevede che la vittima del reato, sin dal primo contatto con l’autorità procedente, venga informata in una lingua a lei comprensibile della facoltà di svolgere un programma di giustizia riparativa;
  • l’articolo 7, comma 1, lettera c), che introduce l’articolo 129-bis al Cpp in materia di accesso ai programmi di giustizia riparativa, nel quale si dispone che, in ogni stato e grado del procedimento l’autorità giudiziaria debba, su richiesta o anche di propria iniziativa, inviare i soggetti interessati – ossia l’imputato o l’indagato e la vittima del reato, ove individuata – al Centro per la giustizia riparativa di riferimento (cioè quello del luogo o altro indicato dal giudice stesso);
  • l’articolo 13, comma 1, lettera a), che inserisce all’articolo 293, comma 1, Cpp, la lettera i-bis) affinché, nell’ambito dell’accesso ai programmi di giustizia riparativa, l’ufficiale o l’agente di polizia giudiziaria informino il soggetto destinatario dell’esecuzione di una misura cautelare circa la possibilità di accesso ai programmi di giustizia riparativa;
  • l’articolo 18, comma 1, lettera c), n. 2), che interviene sull’articolo 369 Cpp, introducendo il comma 1-ter che stabilisce che il Pm inserisca all’interno dell’informazione di garanzia anche l’avviso per la persona sottoposta alle indagini e per la persona offesa della facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa;
  • l’articolo 19, comma 1, lettera a), n. 1), che modifica l’articolo 386 Cpp sui doveri della polizia giudiziaria in caso di arresto o di fermo prevedendo l’obbligatorietà, nella comunicazione scritta che gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria che hanno eseguito l’arresto o il fermo consegnano all’arrestato o al fermato, di informarlo circa la facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa;
  • l’articolo 22, comma 1, lettera e), n. 3), che modifica l’articolo 408 Cpp prevedendo, con riguardo all’avviso di archiviazione per infondatezza della notizia di reato, che la notifica dello stesso alla persona offesa che ne abbia fatto richiesta è esclusa in caso di remissione della querela e che nell’avviso stesso deve essere contenuta l’informazione alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa della facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa;
  • l’articolo 22, comma 1, lettera f), che modifica l’articolo 409 Cpp, specificando che la persona sottoposta alle indagini e la persona offesa devono essere informate della facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa;
  • l’articolo 22, comma 1, lettera l), n. 2), che interviene sull’articolo 415-bis Cpp, prevedendo che l’avviso della conclusione delle indagini preliminari deve informare l’indagato e la persona offesa che hanno facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa,
  • l’articolo 23, comma 1, lettera a), n. 2, che reca modifiche di coordinamento all’articolo 419 Cpp sugli atti introduttivi, precisando che la notifica all’imputato e alla persona offesa dell’avviso del giorno, dell’ora e del luogo dell’udienza, con la richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero rechi anche l’informazione all’imputato e alla persona offesa della facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa;
  • l’articolo 23, comma 1, lettera n), n. 1), che modifica l’articolo 429 Cpp integrando il contenuto del decreto che dispone il giudizio con l’avviso all’imputato e alla persona offesa, della facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa
  • l’articolo 25, comma 1, lettera d), che interviene sull’articolo 447, comma 1, Cpp introducendo l’obbligo di indicare, nel decreto di fissazione dell’udienza sulla richiesta di applicazione della pena nel corso delle indagini preliminari, l’informazione alla persona sottoposta alle indagini della facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa;
  • l’articolo 28, comma 1, lettera b), n. 1), che interviene sull’articolo 460 Cpp disponendo che nel decreto di condanna sia inserito l’avviso all’imputato della facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa;
  • l’articolo 29, comma 1, lettera a), n. 4), che interviene sull’articolo 464-bis Cpp disponendo che il programma di trattamento elaborato, d’intesa con l’Uepe, in caso di sospensione del procedimento con Map, debba prevedere lo svolgimento di programmi di giustizia riparativa;
  • l’articolo 32, comma 1, lettera b), n. 1), lettera d), che novella l’articolo 552 Cpp, relativo al contenuto del decreto di citazione a giudizio, prevedendo che debba contenere l’avviso che l’imputato e la persona offesa hanno facoltà di accedere a un programma di giustizia riparativa;
  • l’articolo 34, comma 1, lettera g), n. 3), che modifica l’articolo 601 Cpp, disponendo che il decreto di citazione per il giudizio di appello debba contenere l’avviso all’imputato e alla persona offesa che hanno facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa;
  • l’articolo 38, comma 1, lettera a), n. 1), che interviene sull’articolo 656, comma 3, Cpp, in materia di esecuzione delle pene detentive, per stabilire che l’ordine di esecuzione a pena detentiva deve contenere anche l’avviso riguardante la possibilità per il condannato di accedere ai programmi di giustizia riparativa;
  • l’articolo 38, comma 1, lettera c), che modifica l’articolo 660 Cpp, prevedendo che l’ordine di esecuzione delle pene pecuniarie deve informare il condannato che ha facoltà di accedere ai programmi di giustizia riparativa;
  • l’articolo 41, comma 1, lettera c), che introduce l’articolo 45-ter nelle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del Cpp al fine di individuare il giudice competente in ordine all’accesso alla giustizia riparativa (Gip, a seguito dell’emissione di un decreto di citazione diretta a giudizio; il giudice che ha emesso la sentenza, dopo la pronuncia della sentenza e prima della trasmissione degli atti in seguito ad impugnazione provvede; il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato, durante la pendenza del ricorso per cassazione);
  • l’articolo 72, che interviene sull’articolo 29, comma 4, del Dlgs n. 274/2000, in materia di procedimenti di competenza del giudice di pace, stabilendo che il giudice onorario, quando il reato è perseguibile a querela, debba promuovere la conciliazione tra le parti, per la quale può avvalersi dei Centri per la giustizia riparativa presenti sul territorio;
  • l’articolo 78, comma 1, che modifica alcune disposizioni dell’ordinamento penitenziario (legge n. 354/1975), disponendo che nei confronti dei condannati e degli internati sia favorito il ricorso a programmi di giustizia riparativa (lettera a); che la partecipazione al programma di giustizia riparativa (cui si può accedere su base volontaria in qualsiasi fase dell’esecuzione) e l’eventuale esito riparativo sono valutati ai fini dell’assegnazione al lavoro all’esterno, della concessione dei permessi premio e delle misure alternative alla detenzione, mentre non si tiene conto della mancata effettuazione del programma, dell’interruzione dello stesso o del mancato raggiungimento di un esito riparativo (lettera b); che in tema di affidamento in prova al servizio sociale del condannato, è consentita la valutazione dello svolgimento di un programma di giustizia riparativa e l’eventuale esito riparativo, ai fini dell’estinzione della pena detentiva e di ogni altro effetto penale, ad eccezione delle pene accessorie perpetue (lettera c);
  • l’articolo 83, che modifica l’articolo 28, comma 2, del Dpr n. 448/1988, in materia di processo penale minorile, al fine di adeguare la disciplina vigente, anche per i minorenni, alle linee direttrici in tema di partecipazione ai programmi di giustizia riparativa previste dal Dlgs 150/2022, in particolare in tema di sospensione del processo e messa alla prova;
  • l’articolo 84, che interviene sull’ordinamento penitenziario minorile (Dlgs n. 181/2018), sostituendo, all’interno del comma 2 dell’articolo 1, i percorsi di giustizia riparativa e di mediazione con le vittime di reato con i programmi di giustizia riparativa previsti dalla riforma e inserendo un nuovo articolo 1-bis (rubricato “Giustizia riparativa“), recante disposizioni relative all’accesso ai programmi di giustizia riparativa a favore dei minorenni condannati, rimettendo all’Ag minorile la facoltà di disporre in qualsiasi fase dell’esecuzione l’invio dei minorenni condannati, previa adeguata informazione e su base volontaria, ai programmi di giustizia riparativa. Inoltre il giudice minorile, ai fini dell’adozione delle misure penali di comunità e delle altre misure alternative, valuta la partecipazione al programma di giustizia riparativa e l’eventuale esito riparativo. La disposizione precisa che in ogni caso non si tiene conto della mancata effettuazione del programma, dell’interruzione dello stesso o del mancato raggiungimento di un esito riparativo.

Aggiungi qui il testo dell’intestazione