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78,00 € Il prezzo originale era: 78,00 €.74,10 €Il prezzo attuale è: 74,10 €.
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Il diritto di sciopero ha avuto un ruolo importante nell’evoluzione dell’ordinamento italiano e nell’attuazione della Costituzione del 1948. Eppure, il suo contenuto, i suoi limiti e, più in generale, la sua regolamentazione presentano ancora contorni di difficile definizione. Ciò risulta tanto più significativo in un’epoca in cui il ricorso allo sciopero come mezzo effettivo per la difesa dei diritti dei lavoratori, dei diritti sociali e, più in generale, di partecipazione democratica appare meno frequente e, anzi, risulta spesso uno strumento per avanzare pretese particolaristiche. Attraverso un’analisi diacronica, che tocca anche l’organizzazione giudiziaria, l’evoluzione delle relazioni industriali e le riforme del mondo del lavoro, il volume mette in luce il ruolo cruciale dell’infrastruttura giurisdizionale nel conformare il regime giuridico dello sciopero e nel gestire il conflitto collettivo in Italia. Si evidenzia il ruolo delle diverse logiche sottese ai vari organi coinvolti nella definizione di tale regime giuridico, in particolare il modo in cui le funzioni costituzionalizzanti dello sciopero si siano indebolite anche a causa della perdita di centralità della Corte costituzionale a favore di organi quali autorità c.d. indipendenti, giudici amministrativi e corti inter- e sovranazionali. A partire da queste osservazioni, e fornendo un’interpretazione costituzionalmente adeguata del diritto di sciopero, il volume propone di dare maggiore centralità alle fonti legislative nella sua disciplina. In tal modo, si restituirebbe senso alla riserva di legge di cui all’art. 40 Cost. e, allo stesso tempo, si consentirebbe alla Corte costituzionale di orientare le funzioni dello sciopero in senso conforme alla Costituzione.
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