Il volume si propone, attraverso le sentenze sul tema della Cassazione, della Corte costituzionale, della Corte di Giustizia dell’Unione europea e della Corte europea dei diritti dell’uomo, di valutare criticamente se e quanto sia effettiva la libertà di prestazione dei servizi in ambito italiano ed europeo. Confrontando il concetto di impresa comunitaria con quello di impresa elaborato entro i confini nazionali, si approfondiscono in particolare le eventuali limitazioni della concorrenza che incidano sulla libertà di iniziativa economica e in particolare quella di prestare liberamente i servizi, verificando se effettivamente tali limitazioni siano dettate da motivi di interesse generale e si giustifichino a tutela dei diritti fondamentali o se invece costituiscano soltanto un inutile appesantimento burocratico o addirittura rappresentino delle condotte di concorrenza sleale o contrarie alla disciplina antitrust nazionale od europea. Si analizza inoltre il concetto di utilità sociale quale limite alla libera iniziativa economica nel contesto di una disciplina nazionale da un lato rigidamente ancorata al precetto costituzionale della necessità di un esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio professionale e dall’altro aperta alla concorrenza di Paesi ove questa disciplina è meno stringente.