Link esplorazione

COD: 9788891662200 Categoria:
-5%

Il prezzo originale era: 28,00 €.Il prezzo attuale è: 26,60 €.

I tempi di consegna previsti sono di 2/3 giorni lavorativi

Termini e condizioni

Imola, continuare a fare città. Disvelamenti di antichi legami

Informazioni aggiuntive

autore

editore

Data pubblicazione

ISBN

pagine

Il prezzo originale era: 28,00 €.Il prezzo attuale è: 26,60 €.

«Il progetto nasce dalla conoscenza del luogo ma, al tempo stesso, la mia architettura definisce quel luogo. Anzi, l’architettura è il processo di ridefinizione del luogo». Fernando Tàvora

Il punto di partenza delle riflessioni qui contenute e dei progetti degli studenti qui presentati è la considerazione che la conformazione urbana e territoriale, con le sue stratificazioni e le sue tensioni memoriali, nasconda sempre scrigni preziosi di possibili nuclei identitari da cui possano/debbano nascere in maniera feconda le trasformazioni urbane e territoriali, portatrici di spessore temporale e profondità di senso identitario e di appartenenza. È un pensiero che si prefigge uno sguardo di tipo olistico, unitario, anche se concepito fattualmente attraverso trasformazioni incrementali, sostanziate da interventi anche dimensionalmente differenti in quanto, come suggerisce Manuel Solà-Morales, «la dimensione non è la scala».
È stata perciò considerata la compagine di Imola come una città avanzata, che intenda attuare quei “correttivi” strutturali che le più dinamiche compagini europee stanno cercando di operare da alcuni decenni; non più quindi il perseguimento della differenziazione tra ‘centro’ e ‘periferie’, sommate, separate, organizzate settorialmente in un’idea fallimentare di ‘città delle specializzazioni’.
Piuttosto una moderna città fondata sulla prossimità, una città dei ‘15 minuti’, che «non è una città chiusa in quartieri autosufficienti ma, piuttosto, una città dall’urbanità diffusa che continua a funzionare come una comunità urbana e che per essere tale riparte dalle comunità di quartiere o di vicinato» [A. Balducci], nel tentativo di proporre una nuova e adeguata versione delle dimensioni del collettivo.
Così, dopo decenni spesi a star dietro alla realizzazione di ‘macchine da abitare’ sempre più performanti ma sempre più ‘dis-locate’ in maniera indifferente alla costruzione della città, si intende ricollocare la ‘città pubblica’ al centro delle possibili trasformazioni urbane giacché esse stesse possano divenire vero motore di cambiamento in grado di riequilibrare qualitativamente quelle parti della compagine non solo più povere da un punto di vista economico, ma soprattutto maggiormente carenti di luoghi di convivialità, incontro, socialità, ben-essere (ben diverso dal ‘ben-avere’); sprovviste, in poche parole, di quegli elementi che da sempre sono intrinsecamente costitutivi della città. È proprio il concetto di “continuità” nel fare città, nei suoi necessari atti di trasformazione, che vogliamo contrapporre a quel procedere per sommatorie di porzioni pensate in maniera autonoma e ‘autosufficiente’; una “continuità” che non vuole essere una acritica semplificazione o una replica pedissequa di ciò che ci ha preceduto ma, attraverso un’analisi attenta delle potenzialità urbane rintracciate, la proposta di nuovi innesti e/o rinnovate strutturazioni urbane attualizzate, cioè traguardanti anche nuovi orizzonti che emergono dalle sempre cangianti necessità degli abitanti-cittadini.