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40,00 € Il prezzo originale era: 40,00 €.38,00 €Il prezzo attuale è: 38,00 €.
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Si è manifestata, da tempo, la tendenza del legislatore dell’Unione europea ad adottare strumenti di diritto materiale, uniforme o armonizzato, intesi a produrre effetti anche rispetto a situazioni che presentano rilevanti collegamenti con Paesi terzi. Si tratta di un fenomeno insuscettibile di una qualificazione in termini univoci, giacché esso comprende situazioni differenti per le modalità con le quali tale «proiezione» verso l’esterno opera, ma che generalmente si riconduce alla nozione di «extraterritorialità». In determinati casi, la definizione dell’ambito di applicazione del diritto privato materiale dell’Unione in tali termini valorizza la parità delle condizioni di accesso al mercato interno anche attraverso la definizione di standard omogenei di tutela dei diritti umani che si impongono a quanti operino al suo interno, ovunque si svolgano le attività produttive. La natura intrinsecamente transfrontaliera dei fenomeni che tali norme materiali intendono disciplinare determina l’immediato rilievo delle norme di diritto internazionale privato quali strumenti atti a contribuire alla loro concreta attuazione. Tuttavia, siffatti atti normativi di diritto materiale non contengono, generalmente, norme di diritto internazionale privato in senso stretto, talvolta limitandosi a evocare, in modo più o meno esplicito, il carattere internazionalmente imperativo delle norme in essi contenute, l’effettiva attuazione delle quali dipende, in ogni caso, dalla sussistenza di un giudice competente all’interno dell’Unione europea. Muovendo da tali premesse, il presente lavoro riflette sull’ampiezza della giurisdizione degli Stati membri e sul possibile impatto delle esigenze di tutela dei diritti umani rispetto al suo esercizio. Lo studio approfondisce, dunque, l’ambito di applicazione del regolamento Bruxelles I-bis e il ruolo residuale che tale strumento attribuisce ai titoli di giurisdizione previsti dal diritto interno degli Stati membri, con esiti non sempre coerenti con la definizione del diritto sostanziale dell’Unione in termini «extraterritoriali». L’indagine prosegue lungo la linea del rapporto tra le questioni attinenti alla giurisdizione e quelle relative alla legge applicabile, guardando agli strumenti con i quali il legislatore dell’Unione europea ha inteso supportare l’applicazione delle norme materiali mediante l’introduzione di specifiche norme sulla giurisdizione (segnatamente, il regolamento generale sulla protezione dei dati personali e la c.d. direttiva anti-SLAPPs). La recente direttiva in materia di obblighi di due diligence delle imprese viene assunta, infine, quale banco di prova dell’approccio metodologico proposto, anche ai fini di una riflessione in termini di revisione dell’attuale ambito di applicazione del regolamento Bruxelles I-bis.
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