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55,00 € Il prezzo originale era: 55,00 €.52,25 €Il prezzo attuale è: 52,25 €.
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L’istituto della collazione è tra i più controversi del diritto successorio, sia quanto al suo fondamento sia per i diversi problemi applicativi che esso pone. Nell’economia dell’indagine assume un ruolo centrale l’esatta individuazione dell’obbligo di conferimento e la sua attuazione. Svolta un’analisi puntuale delle diverse ipotesi di liberalità donative e non donative, si applica per ciascuna di esse il criterio secondo cui ai fini della collazione il quid donatum non va considerato secondo la cristallizzazione formale e statica dell’atto liberale bensì individuando l’effettivo arricchimento conseguito dal beneficiario e coerede. Oltre all’ipotesi più discussa dell’intestazione di beni a nome altrui, sono prese in considerazione, tra le altre, fattispecie particolari come gli atti rinunziativi, le attribuzioni tra coniugi, gli atti gratuiti con funzione liberale. Quanto ai profili di attuazione del rapporto collatizio, il criterio di stima previsto dalla legge, che consiste nell’assumere il valore venale del bene al momento dell’apertura della successione, non sempre conduce a un risultato rispettoso del principio di uguaglianza, in quanto vengono a prodursi effetti disomogenei a seconda che vengano in rilievo beni mobili o immobili e a seconda che il conferimento sia fatto in natura o per imputazione. Nell’indagine si ipotizzano taluni correttivi del criterio normativo, applicando estensivamente gli artt. 749 e 750 c.c. a quelle ipotesi che sarebbero destinate altrimenti a un probabile giudizio di incostituzionalità. Vengono in rilievo principalmente, quali oggetti problematici, le partecipazioni di società non quotate e il bene “azienda”, nonché l’ipotesi della collazione del denaro. Infine, l’analisi sistematica dell’istituto si completa con la disamina del rapporto tra collazione e strumenti di tutela dei legittimari. Tra i diversi problemi affrontati vi sono quelli del legittimario totalmente pretermesso e quello relativo alla dispensa eccedente la quota disponibile. In generale, avendo constatato come la collazione e l’azione di riduzione hanno funzioni diverse e presupposti solo parzialmente coincidenti, si giunge alla conclusione per cui quando in una data successione siano presenti le condizioni di entrambi gli strumenti di tutela è l’interesse concreto delle parti interessate a determinare la priorità dell’uno o dell’altro, senza escludere, tuttavia, che all’azione di riduzione segua anche la collazione.
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