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54,00 € Il prezzo originale era: 54,00 €.51,30 €Il prezzo attuale è: 51,30 €.
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In un sistema accusatorio, fondato sull’oralità e l’immediatezza nella formazione della prova, come può il giudice d’appello ribaltare la sentenza di primo grado se le prove poste alla base della decisione non vengono nuovamente formate in via orale e immediata? Nella riflessione dogmatica e giurisprudenziale sono state sperimentate diverse soluzioni al quesito: dall’abolizionismo parziale, all’ampliamento delle occasioni di rinnovazione dibattimentale, al tentativo di irregimentare l’accesso al secondo grado di giurisdizione. Ognuna di queste riforme ha risentito del particolare clima culturale in cui è stata approvata, non ultimo quello legato alle pronunce con cui la Corte Europea dei Diritti Umani ha ritenuto in contrasto con le norme convenzionali un secondo grado di giudizio scritto, che si conclude con la condanna dell’imputato. Il presente volume tenta di offrire una risposta alla domanda, puntando soprattutto a chiarirne i quesiti di fondo: da un lato, l’idea che ciò che contraddistingue la valutazione della prova, in un sistema accusatorio, sia il “contatto diretto” tra di essa e il giudice (il “principio di immediatezza”), e che pertanto – in assenza di tale contatto – tale valutazione non potrebbe compiersi in modo autentico; dall’altro, l’idea che ciò che consente al secondo giudice di decidere meglio del primo non sia la possibilità di replicare gli stessi metodi cognitivi già sperimentati nel grado di giudizio precedente, bensì il confronto dialettico che tra la motivazione di primo grado e gli atti d’impugnazione egli è costretto ad istituire prima di poter decidere (il “doppio grado di giurisdizione”).
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